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Oggi (Sabato 31 Luglio) (info tratte da http://www.2torri.it)


FIERA DI SAN LAZZARO - dj Francesco, The Blues Brothers Band, Pizzocchi e Giacobazzi …
Dove: San Lazzaro si Savena
Quando: da 29 lug 2004 a 1 ago 2004
Costo: Ingresso libero
Web: http://www.fieradisanlazzaro.it

Il programma completo e tutte le informazioni utili sul sito:
www.fieradisanlazzaro.it

La storia della fiera di San Lazzaro.
Posta allo sbocco in pianura di tre valli (Savena, Zena, Idice) e a cavallo di un’antica strada di grande comunicazione, S. Lazzaro da sempre svolge un’importante funzione di raccordo e mediazione, particolarmente sotto il profilo economico culturale, tra città, campagna, collina e montagna. La via Emilia, sulla quale da due millenni cammina la civiltà, ha contribuito ad evitare l’isolamento culturale della gente di S. Lazzaro, ma di fatto l’ha anche assoggettata alla città, che delle vie di comunicazione deteneva il controllo, ed esposta alle offese degli eserciti di passaggio. La fiera rappresenta, insieme alla banda, un patrimonio comune per tutti i sanlazzaresi.
La voce "Fiera" deriva dal latino feriae (giorni di festa) ed è sinonimo di mercato. La prossimità di certe feste, le scadenze d’uso nei pagamenti e contratti, determinate epoche del ciclo produttivo e ogni sorta di solennità periodica, civile o religiosa, sono sempre state occasioni per tenere fiere o mercati. La fiera peraltro era considerata come un mercato eccezionale, più solenne, con un concorso più numeroso di persone, dove capitava di incontrare gente di altri paesi, di imparare notizie e scambiare esperienze.
La fiera di san Lazzaro ha origini molto antiche, ma alla fine del Settecento l’invasione delle truppe napoleoniche e gli eventi che ne erano seguiti l’avevano fatta cessare; dovette passare parecchio tempo prima che si pensasse di ripristinarla; infatti fu solo nel Consiglio Comunale del 28 aprile 1830 che venne affrontato questo problema. Il verbale della seduta così recita: "Venuto a cognizione questa Magistratura che in passato celebrava una Fiera di Bestiami e Merci in questo Comune, e verificatosi che la medesima è compresa nell’elenco approvato dal Camerlangato, si è dall’Ill.mo Signor Priore proposto l’attivazione della medesima, la quale proposizione è stata approvata con voti bianchi n. 13 e neri 3. Proposto la località e stando alla consuetudine antica, si è proposto il prato dell’Osteria di questo capoluogo. Posto la proposizione a partito è stata approvata con voti bianchi n. 16 e neri nessuno. Proposto l’epoca della celebrazione della Fiera il Consiglio ha disposto di tenerla poco prima, o poco dopo alla Fiera di Funo, semprechè si possa ottenere l’abilitazione dalla Legazione."
Ma sulla data proposta la Legazione non era d’accordo e con lettera del 26 giugno 1830 comunicava al priore che l’epoca della fiera di San Lazzaro era già fissata nell’elenco del Camerlangato ai primi di agosto e "portarla ad altra epoca intralcerebbe di molto la celebrazione di altre fiere nell’indicata epoca". In luglio fu tutto stabilito: la Fiera di San Lazzaro sarebbe stata annuale e si sarebbe tenuta in principio di agosto per la durata di tre giorni. Per intrattenere i convenuti vi erano spettacoli, cantastorie, imbonitori, curiosità e quant’altro faceva di ogni fiera del tempo, oltre che il mezzo per realizzare economicamente il lavoro di un’annata e un’opportunità per rifornirsi di merci che difficilmente si sarebbero potute trovare in altri momenti, anche un’occasione per divertirsi. Infatti le fiere erano anche vere e proprie feste paesane a cui la popolazione interveniva in massa e con l’abito buono. D’altro canto le autorità locali cercavano di favorire la partecipazione di commercianti, mediatori e compratori, sia esentandoli, per il periodo della fiera, dai dazi comunali, sia garantendo la protezione dell’autorità per le controversie, e delle forze armate per i disordini e i briganti.
Ma è tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che la Fiera di S. Lazzaro divenne importantissima tanto da richiamare compratori, oltre che dai dintorni e dalla vicina Bologna, anche dalla Romagna, dalla Toscana e persino dal napoletano; probabilmente l’apertura della tranvia Bologna-San Lazzaro-Imola avvenuta nel 1885 e lo spostamento del mercato bestiame ad ovest di Bologna (già sito nell’area dell’attuale piazza Trento Trieste) devono aver avuto in parte questa evoluzione. Dopo la seconda guerra mondiale le cose cominciarono a cambiare: San Lazzaro non era più un comune agricolo, il suo capoluogo, sino ad allora composto di poche case disposte lungo la via Emilia, è sconvolto da un’urbanizzazione sempre più rapida e imponente; i manifesti del 1956-57 sono tra gli ultimi ad avvisare il pubblico che la prima domenica di agosto ci sarà "la fiera di merci e bestiame".


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